Buon 2020! (Sardegna parte 3)

Quale occasione migliore di una quarantena per finire il mio racconto sulla Sardegna? Quale occasione migliore per viaggiare con la mente quando si ha il corpo incatenato in un posto? Nella speranza che arrivino di nuovo i giorni in cui potremo ancora viaggiare e riempirci gli occhi di tramonti infuocati, oceani infiniti e natura rigogliosa.

Al risveglio, guardo come ogni mattina fuori dall’oblo della camera da letto e vedo il mare… Allora tutta la strada disastrata della sera prima ha dato i suoi frutti… La spiaggia di Funtana Meiga c’è ma manca il vento per un uscita di windsurf! Quindi decidiamo, dopo una bella colazione, di farci una camminata fino all’area archeologica di Tharros e San Giovanni Sinis dove abbiamo addirittura trovato un bar aperto (civiltaaaaà). Una bellissima passeggiata tutta in riva al mare e un bellissimo paesino tipico quello di San Giovanni Sinis pieno di storia, fosse stato aperto qualcosa sarebbe stato bello andare a visitarlo e a scoprire meglio la storia. Poi è arrivato il vento e quando il vento chiama Nick risponde! Quindi siamo tornati al camper e ovviamente si è fiondato in acqua! Tanto è legato alla sua muta che ha addirittura comperato del formaggio da un pastore ancora con la muta bagnata addosso. Ok, il formaggio ce l’abbiamo, il problema è che siamo senza cibo e se per pranzo abbiamo ripiegato su tonno e fagioli la cena dobbiamo assolutamente procacciarla! Decidiamo che è ora di ripartire, il vento è finito e noi abbiamo fame di onde! Prossima fermata Buggerru ma per la sera ci fermiamo a Guspiri, le strade sono ancora un incubo!

Tharros
Funtana Meiga dintorni
Windsurfing in Funtana Meiga

Abbiamo passato la notte parcheggiati in una stazione di servizio fuori da Guspini, per fortuna erano con noi i nostri amici. In due ci si fa forza! “Orario Malcesine” che vuol dire verso le 6 di mattina (perché a Malcesine, nota località del lago di Garda, d’estate, il peler, vento da nord, arriva alla mattina presto) siamo ripartiti direzione Buggerru! Per fortuna l’abbiamo fatta la mattina, credo che sia la strada più tortuosa del mondo, tutta in mezzo ai monti e al verde sardo. Quando abbiamo visto il mare non ci credevamo, pensavamo di essere stati catapultati in Trentino! Buggerru è un paesino che mi è piaciuto molto, caratteristico per la sua posizione incastrata tra i monti e davanti un mare con dei colori stupendi. È un paesino che ha visto la sua espansione in epoca mineraria (1900) ed è stato teatro di un ingiusto eccidio. Bello vedere che è ancora presente la storia mineraria di un paesino che è nato solamente per il lavoro. Sarebbe stato bello visitare la miniera con il trenino elettrico ma ovviamente in bassa stagione non funzionava. (L’unico lato negativo del viaggiare in bassissima stagione). Le onde però c’erano, per la prima volta il Mediterraneo mi sembrava Oceano, onde potenti e ripide, quasi tubanti. Uno spettacolo anche per chi non entrava in acqua. Nick si è sparato due session. Condizioni impegnative, tutta gente brava, corrente a lato del molo e a centro baia che ti portava fuori. Per i bravi una giostra, per me un incubo! Ci ho provato, ci abbiamo provato io e la Patty ad entrare per surfare gli schiumoni ma non siamo riuscite a fare nulla. Peccato! Abbiamo fatto un giretto la sera in centro, ma poi siamo tornati ad ubriacarci in camper. Vino cannonau e pane carasau come se piovesse.

Carovana on the road
Panoramica Buggerru
Una delle onde di Nick
Buggerru by night

Di fianco a noi, seduti su Elvis al caldo con la stufetta che va, c’era un furgonato con dei ragazzi tedeschi, surfisti anche loro, con bimbi piccoli. Loro cenavano fuori, al freddo, attorno a un fuoco acceso con delle sterpaglie trovate intorno all’area sosta. Li ammiro, ammiro il loro vivere wild & free, il loro stare bene con la natura, all’aria aperta qualsiasi sia la stagione. Adoro il fatto che i bimbi vengano educati senza troppe paturnie, adoro che vengano educati allo “stare fuori”, al vivere l’esterno senza problematica di meteo, clima e temperatura. Non ho mai visto un bimbo da una famiglia di tedeschi furgonati o con camper con in mano uno smartphone, un tablet ne durante il giorno, ne durante i pranzi e le cene per tenerlo calmo. Mangiano, giocano, si sporcano e stanno fuori, ci sia caldo freddo, faccia vento o piova. Da ammirare veramente.

La mattinata seguente ci siamo svegliati e niente onde… Noooooo e io che volevo entrare con una scadutina!! Aspettiamo il sole che arriva alle 10/10:30, fino ad allora l’area sosta è una ghiacciaia! E decidiamo di spostarci a Chia alla ricerca di qualche ondina… E alla ricerca di nuovi posti da visitare! Si parte… Patty e Vale in pole position e noi li seguiamo! Con doppio navigatore (telefono e specifico per camper) riusciamo ad allungare la strada di non so quanti km. Curve su curve, un calvario… Se potessero srotolare queste stradine verrebbe fuori una strada lunga quanto l’Italia! Abbiamo deciso di fare una sosta al tempio di Anthas, tempio punico romano bene conservato. Sosta durata il tempo di 2 foto e siamo ripartiti. Di nuovo curve. Tutte quelle curve non le fai nemmeno se fai il sellaronda in bicicletta. Siamo arrivati a Chia distrutti, sembrava di aver fatto Mantova-Biarritz invece avevamo fatto nemmeno metà Sardegna. Abbiamo trovato un area sosta stupenda a ridosso di uno stagno di acqua salata abitato da fenicotteri rosa. E noi con Elvis ci siamo parcheggiati proprio a ridosso dello stagno e dall’oblo vediamo anche il mare. Abbiamo fatto una passeggiata in spiaggia giusto per muoversi in po’. Per fortuna qui le spiaggie sono lunghe e belle ampie, la passeggiata al tramonto ci stava tutta. Da bravi e tipici camperisti tedeschi h 18:30 cena e poi alle 22 a letto!

Tempio di Antas
La vista dalla nostra casa
Fenicotteri al tramonto

Siamo arrivati all’ottavo giorno di viaggio e oggi sembra che le onde siano quasi carine. Sentiamo altri due amici trovati per caso a Chia e ci diamo appuntamento ad un secret spot. Lo swell non è ancora dei migliori quindi perdiamo un po di tempo tra bar e spesa e passeggiata a Pula. Poi torniamo alla spiaggia nel pomeriggio, la situazione sembra migliorata e si decide di entrare. Entro anche io, le onde non mi sembrano tostissime. Prima di entrare Nick mi guarda e mi chiede “sei sicura di entrare, le onde sono grandi!”… Gli uomini e il loro savoir-faire, le cose giuste dette al momento giusto. Vagli a spiegare che mi ha fatto passare tutta la poesia con quelle 3 parole, vagli a spiegare che la mia convinzione di entrare sì e sciolta come neve al sole. Niente, con muta, rimango fuori a guardare gli altri e dopo aver studiato al meglio la situazione decido di entrare sfruttando Nick che è tornato a riva a prendere la corrente che porta fuori. Maledetta corrente e maledetto mare. Non si vede un accidente e le Poseidonie si attaccano dovunque. Il mare ne è pieno! Le onde mi sembrano così grandi che non ho nemmeno il coraggio di prenderne una. Ah, il fondale è di roccia. Ah, e l’unico modo per tornare a riva e prendere un onda ed arrivare a riva perché c’è corrente! Quando mai sono uscita! Ma mi faccio coraggio, trovo la MIA onda, remo, salgo, mi alzo e … Non mi godo nemmeno l’onda! Ero talmente agitata che il mio unico pensiero era quella di toccare la riva. Bello surfare direte voi! Si, quando riuscirò a trovare la mia dimensione in acqua sarà bellissimo. Vorrei rifarlo ma il pensiero di ritrovarmi di nuovo allo stesso posto di prima mi blocca, per oggi mi fermo qui, un onda presa, mezz’ora in acqua a guardare gli altri. Hey, è anche così che si impara! Birretta con gli altri post session e arriviamo in camper alle 19. Oggi addirittura mangiamo ad orario italiano!

Nei dintorni di Pula

Ultimo dell’anno e la Sardegna ci ha regalato onde anche oggi! Abbiamo trovato uno spot carinissimo, mare smeraldo e ondine che si srotolato glassy. Io mi sono dedicata alle schiume. Dopo la mattina di onde e centrifugate siamo andati a farci una bellissima passeggiata sulla spiaggia fino alla torre di Chia e siamo tornati al nostro campo base, il nostro posto riservato vista flamingos, la nostra casa nella prateria. Ci siamo preparati per il grande cenone di fine anno e alle 22 eravamo a letto, Nick con la febbre che delirava non ha nemmeno sentito i botti e i fuochi d’artificio che scoppiavano nei dintorni. Incredibile allora c’è gente anche qui! BUON 2020!

Vista di Chia
Ultimo tramonto 2019!
Culurgiones

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