Arrivederci! (Sardegna parte 4)

1 gennaio. La mattina ci siamo svegliati all’alba. Con la nostalgia di un anno appena finito e la smania di sapere cosa succederà in questo 2020. Sarà un anno di cambiamento, perché io non ho ancora trovato me stessa e sto ancora cercando la mia strada. Non sarà una strada battuta, asfaltata, segnata sulle mappe è più un percorso in mountain bike ma di quelli che non sei certo di dove andrai a finire. Con un bello sterrato impegnativo. Mi sto allenando per affrontarla!

Primo gennaio 2020

Dopo questi ultimi cambiamenti mondiali questa strada è ancora più delineata davanti a me. Basta perdere tempo. Non ce n’è abbastanza. Mai. Chi si aspettava ,quando brindavamo (alle 21, da buoni camperisti tedeschi) a un bellissimo 2020, un epidemia globale? Una malattia che ci costringesse a casa per giorni. Una malattia che ci facesse preoccupare per noi e per i nostri cari. Una malattia che oltre a chiudere le frontiere chiude i paesi, le città vicine a noi. Nessun viaggio in Europa ma nemmeno nella nostra cara Torbole, Levanto, Malcesine o Sirolo. Imprigionati a casa senza più libertà.

Torneremo a viaggiare e allora, sarà per sempre.

La prima mattina del 2020 ci siamo svegliati all’alba, ci siamo fatti una colazioncina, preparati con tutta calma e siamo andati in spiaggia. La spiaggia era deserta. Abbiamo fatto i pazzi scattando foto cretine e ci siamo goduti il sole caldo. Poi è arrivata la Patty e ci ha fatto notare che poteva essere un ottima giornata per il sup. Grazie Patty, se non ci fossi tu a darci queste belle idee! È giunta l’ora di gonfiare il mio nuovo sup e di testarlo. Gonfiaggio con cambio della guardia meglio di un pit stop della Ferrari, ci ho impiegato di più a mettere la muta. Sole caldo, mare con ondine di 30/40 cm e niente vento, condizioni perfette! Mi sono surfata le ondine, ho fatto 500 cadute in acqua ed è stato super divertente. Nick vedendo quanto ci divertiamo io e Patty non ha resistito e si è fatto prestare il sup da Valerio. Alla fine la mattina è passata tra ondine surfate e una bella suppata alle scogliere che costeggiavano la spiaggia. Rilassante la suppata, ma la mia comfort zone è stata bypassata quando ci siamo allontanati dalla riva di 150 mt. Quando l’acqua dal cristallino è diventata smeraldo intenso, ecco, li ho desiderato, pregato di non cadere dal SUP! Alla fine è stata una bellissima esperienza! La spiaggia nel frattempo si era ripopolata purtroppo, invece, i nostri amici fenicotteri dopo i botti della notte prima non avevano ancora fatto ritorno allo stagno. Al loro posto ho trovato delle piume rosa che porterò sempre con me. È stato un bel regalo di addio da parte loro.

La mia prima onda con sup

La mattina dopo abbiamo deciso di risalire la Sardegna e tornare al nord, tappa: Alghero! Salutiamo Patty e Valerio che sono stati degli ottimi compagni di viaggio e ci rimettiamo in strada. Per fortuna questa volta la strada per risalire è tutta dritta, bella scorrevole e poco trafficata. Abbiamo proprio voglia di vedere la nostra Alghero! Ma prima di arrivare alla nostra città preferita della Sardegna siamo passati per Porto Ferro. Abbiamo fatto una bellissima passeggiata che parte dalla torre sud della baia. Un sentiero vista mare per raggiungere calette e falesie sperdute, il tutto condito da rosmarini fioriti e fiori gialli qui e là. È stata una giornata stupenda, con sole e caldo primaverile. Avevamo deciso di concludere la serata in un ristorantino di pesce per mangiare la fregola sarda ma non c’era niente di aperto. Abbiamo deviato su un aperitivo a Sardoa (localino carinissimo dove fanno dei mojitos da paura). Atmosfera basca in una città con origini catalane. La serata si è conclusa con una pizza che di sardo non aveva niente e una seadas che non mi è rimasta molto impressa. Una delusione. A volte penso che siamo più bravi noi a fare da mangiare! Siamo troppo sul pezzo con la cucina.

Porto Ferro
Alghero by night
Mojito del Sardoa

Oggi da bravi algheresi siamo andati a Crossfit Jailbreak Alghero ad allenarci. Io non avevo per niente voglia, entrata nel mood vacanze faccio sempre un po’ fatica a fare fatica. Nick mi ha praticamente trascinata e costretta ad andare e devo dire che è sempre un piacere tornare lì. Ottimi wod e ottima compagnia. È come sentirsi a casa.

Ma è già tempo di ripartire. Alghero non ha onde e non ha vento per i prossimi giorni e la Ciaccia si. Quindi si riparte! Il pomeriggio è trascorso tranquillo, il tempo era nuvolo e fresco quindi non invogliava ad uscire. Dopo essere arrivati alla Ciaccia però abbiamo ripreso la ricerca interrotta. La sera prima ci siamo dovuti arrendere perché non c’era un locale aperto ad Alghero. Stasera i nostri eroi riusciranno a mangiare sardo? Pesce o porceddu! Quello che c’è non abbiamo preferenze questa volta! Ho trovato un agriturismo su una collina vista mare, cena completa a 30€ e fanno il porceddu! Proviamo! Arriviamo all’ingresso della strada sterrata che porta all’agriturismo, la strada oltre ad essere sterrata ha anche una bella pendenza. Con il camper è un rischio. Andiamo a vedere a piedi, tanto è solo 1 km. Alla fine abbiamo scoperto che il km dei sardi non è il km del continente perché abbiamo continuato a camminare fino a che non abbiamo intravisto dove poteva essere l’agriturismo. Con camper strada però infattibile. Una volta scesi dalla scarpinata e tornati al camper abbiamo incrociato il proprietario dell’agriturismo che ci dice che, ovviamente , sono chiusi. Niente porceddu, niente fregola, niente cannonau, niente pecorino. Una settimana in Sardegna e non ho assaporato niente di sardo, se non una seada che sapeva di fritto misto. Che tristezza! Alla fine però quando ormai avevamo perso le speranze eccola, un osteria, vicino alla Ciaccia e con un ampio parcheggio per il camper. Chiamiamo e….. È aperta!!! Stasera si mangia fuori siiiii! L’osteria era molto chic tutta sui toni del bianco, con un illuminazione soft molto carina abbiamo mangiato antipasti misti con carciofini sott’aceto (che sono tipici della zona), salumi, spaghetti broccoletti salsiccia sarda e gorgo piccante, di dolce ovviamente seada. Tutto molto buono anche se non proprio tipicamente sardo. (Osteria Dei Poeti a Muddizza).

Ed è arrivata la fine anche di questa vacanzina. Il cielo è grigio e malinconico come noi. C’è anche freschino. La giornata si svolge tranquilla in camper, con pulizie prepartenza e sonnecchiamento generale. Nick però è riuscito a uscire in surf e si è fatto un ora in acqua. Ha dato un super saluto alla nostra amica Sardegna.

Ciao Ciaccia, è un arrivederci!
Surfing in La Ciaccia

Partiti h 16 per Olbia per imbarcarsi, siamo arrivati giusti giusti per salire sulla nave. Niente regalini per i parenti! Niente pane carasau come scorta per quando torniamo a casa. Un disastro! E mi riduco ogni volta all’ultimo. Questo è un monito per tutti quelli come me che pensano sempre alle cose l’ultimo giorno, in ritardo invece di pensarci all’inizio della vacanza.

Siamo tornati a casa il 5 gennaio dopo aver percorso 1890 km su e giù per la Sardegna. Siamo arrivati a casa con la promessa che saremmo tornati magari in primavera per vedere la Sardegna con altri colori e magari con un altro clima. La promessa non si potrà mantenere, visto le news dell’ultimo mese. Ma rimarrà un bel progetto da realizzare al più presto.

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