Automa

Ultimamente ho la sensazione costante di stare a perdere tempo… Cioè non proprio perdere tempo, ma perdere IL tempo… Come se mi scivolasse via dalle mani, si disperdesse come sabbia impalpabile tra le dita, non riuscendo ad assaporare niente di quello che mi accade attorno. Sono un automa, faccio quello che mi dicono gli altri quando me lo dicono gli altri. Lavoro dalle 8 alle 12:30, corro palestra (sempre in ritardo e se riesco), torno al lavoro dalle 14:30 alle 18:30, casa, cena, se riesco qualche faccenda domestica e a letto. Entro al lavoro che non c’è il sole, esco a fine giornata che non c’è sole. Entro che fa freddo, esco che fa freddo. Ogni mattina faccio suonare la sveglia 5/6 volte perché di svegliarmi per affrontare un altra giornata così non ne posso più. Sono come un carcerato, la mia ora d’aria? Il weekend. Venerdì inizio a respirare… esco dal lavoro che è ancora giorno, carichiamo il camper e scappiamo (che sia anche solo andare nella nostra Torbole). Scappiamo dallo smog della pianura padana, dalla routine che ci uccide e dalla schiavitù.

Respiro, quando il cancello di casa mia si apre e usciamo con il camper. Respiro, quando prendiamo la strada che porta alla nostra destinazione. Respiro, e canto canzoni che passano alla radio. Buon umore. Respiro e mi sento finalmente bene. Cenetta in camper o fuori al ristorante/trattoria/locanda o quello che ci va, poi a letto. Nel nostro nido. Un altro respiro. La mattina apro le finestre, guardo il panorama e respiro. Profumo. Profumo di salsedine o di montagna. Lo scroscio delle onde. Le montagne innevate che incorniciano il lago. Coccole, tempo per noi. Tempo per stare insieme. Toccarsi, stringersi, amarsi. Colazione con calma nel nostro camperino e poi passeggiata all’aria fresca. Poi si decide cosa fare a seconda del luogo in cui siamo: mare… lago… sur… trekking… arrampicata? Quello che vogliamo con i tempi che vogliamo. Io e Nick, insieme. Tempo condiviso, tempo pieno di avventure, di passatempi divertenti, di sport. Tempo in mezzo alla natura. Respiro. Tempo di sorrisi e di risate. Poi scende la sera, si decide dove mangiare e cosa e si passa ancora del tempo assieme. Una partitina a briscola, un film visto alla TV del camper. Ancora tempo per noi. Respiro.

Poi la domenica, quando è ora di tornare a casa il respiro si blocca, diventa un rantolo. La strada del ritorno si riempie di silenzi. Non ci sono più canzoni da cantare o da ballare. I miei pensieri tornano alla settimana. Allora inizio a trattenere il fiato, arrivo a Mantova in apnea. Nebbia, buio. È già finita la mia ora d’aria? Ho vissuto per un weekend emozioni, stimoli, sentimenti ed ora la devo mettere in stand by? Di nuovo? È passato così in fretta, è stato tutto così inteso e così pieno.

Non ho più voglia di mettere in stand by la mia vita. Fino al weekend successivo. Momenti che scivolano via. Sabbia che se ne va e non torna più…

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