Pane carasau e vento

La traversata è stata tranquilla. Ci siamo imbarcati per primi e abbiamo potuto prendere gli unici divanetti presenti sulla nave, nella zona bimbi. Ci siamo accampati come meglio potevamo e appena la nave è partita siamo piombati tutti e due in un sonno profondo! La narcolessia da viaggio… Peccato che non mi colpisca in aereo!La mattina, dopo varie peripezie per trovare il ponte garage dove era stato parcheggiato il nostro Elvis, ci dirigiamo verso Valledoria, più precisamente alla Ciaccia. Una spiaggia splendida, dove, se soffia il vento giusto si fanno delle ottime uscite in windsurf. Abbiamo incontrato altri due camperisti/windsurfisti, che ancora non sapevamo ma ci avrebbero fatto compagnia praticamente per tutto il viaggio.

Un’altra delle meravigliose scoperte del viaggiare: gli incontri. Ogni volta che si viaggia si incontrano persone interessanti, ognuna ha la sua storia da raccontare. Quello che le prime volte mi ha lasciato un po’ di stucco, io che per lavoro dovevo rispettare gli ordini gerarchici di pazienti e dottori, è che il viaggiatore non è avvocato, dottore, commercialista, chirurgo, operaio, casalinga. Il viaggiatore è viaggiatore. Non ci sono Lei, Voi, inchini, referenze, ma solo una gran voglia di condividere e vivere momenti che la vita ci regala.

Alla Ciaccia arriviamo che c’è una leggera brezza, sole e quasi caldo. Mentre aspettiamo che inizi a soffiare il vento andiamo a procacciare un po’ di cibo per la serata, alla fine è la Vigilia di Natale anche se siamo senza giubbino! Mentre Nic è finalmente entrato con il windsurf in acqua, io come il solito non lo perdo di vista e mi vado a fare una passeggiata a piedi nudi sulla sabbia. Uno dei tanti momenti che rimarranno nel mio cuore per sempre. Io, a dicembre, con i piedi nel mare cristallino della Sardegna con il vento che mi solletica il viso. Click, foto ricordo impressa nella mia mente.

Così com’è arrivato, il vento cala e siamo pronti a ripartire alla scoperta dell’assolata, deserta e selvaggia Sardegna. Partiamo con il tramonto e arriviamo a Stintino che è già buio, cenetta di pesce.

I miei mi mandano le foto dei regali, della tavola apparecchiata a festa, delle leccornie preparate dal mio papà ma io sono felice così. Mangiando spaghetti con sugo 4 salti in padella nei piatti di plastica con il mio compagno di avventure.

Il mattino dopo, Nic si sveglia di buon ora per controllare se ci sia già vento e che le condizioni siano buone, inoltre deve cercare lo spot giusto. La sera quando siamo arrivati ci siamo sistemati in un parcheggio con altri 3 camper e zero illuminazione. Mi stiracchio un po’ nel letto e poi decido di aprire le tendine per far entrare la luce. E scopro che siamo parcheggiati esattamente di fronte alla famosa Rocca della Pelosa. Cose che possono capitare solo se viaggi fuori stagione.

Dopo un uscita tranquilla in windsurf per Nic e una corsa di 6km per me è arrivato il momento di ripartire. Destinazione: Alghero. Per la precisione ci spostiamo a Porto Ferro, inseguiamo le onde!

Porto Ferro è un gioiellino di spiaggia con un tabulato di rocce nel punto in cui si fa surf quindi per evitare di ammazzarmi io decido che è meglio stare fuori dall’acqua e godermi lo spettacolo.

Videochiamata con i miei, sono le 15 io sono in spiaggia senza scarpe e loro ancora con le gambe sotto la tavola… Non li invidio.

Alla sera, dato che non ci sono previsioni di onde e vento, decidiamo di tornare nella civiltà e vivere un po’ la città di Alghero. Una città gioiellino sul mare, dove sembra di essere quasi in Spagna. Infatti la città è stata sotto dominio spagnolo per diversi secoli. La cosa è così radicata che si trovano ancora scritte in catalano per le stradine e quando si passeggia nei vicoli sembra di essere catapultati a Barcellona. Abbiamo passato diversi giorni ad Alghero scoprendo le scogliere di Capo Caccia, la strada panoramica per Bosa, Bosa (paesino coloratissimo che si trova spostandosi verso Oristano) e dedicandoci al nostro sport preferito: crossfit. Ringrazio i ragazzi di Cf Jailbreak Alghero che ci hanno accolto come amici. Il bello del crossfit è che puoi girare il mondo e ti ritroverai sempre in un box con persone che hanno voglia di spaccare il mondo e che sono sempre pronte a spronarti e a fare il tifo per te.

Arriva presto l’ultimo dell’anno e decidiamo di salutare la nostra Alghero e di dirigerci verso la costa Smeralda. Siamo stati per troppo tempo in mezzo alla civiltà. Nic deve assolutamente buttarsi in acqua con il windsurf o il surf perché sta iniziando a svalvolare. Le fidanzate/morose dei surfisti sanno di cosa sto parlando. Troppo tempo asciutti e vanno in decadimento psico- fisico.

Sosta a Porto Pollo per un uscita in windsurf e poi fuga a Rena Majore per una session di surf. Questa volta entro anche io, purtroppo la tavola che avevo ( da esperti) non mi ha permesso di fare grandi evoluzioni. Sono un po’ brocca, ma prima o poi arriverà il momento in cui riuscirò a fare più di un uscita all’anno con il surf! Entrare in acqua il 31 dicembre è stato impagabile e la prima ondata in faccia è stata gelida e pungente. Ci ho fatto però subito l’abitudine. Eravamo in 3 in acqua: io, Nic e la signora incontrata alla Ciaccia. Signora spettacolare! Età 55/60 anni, potrebbe essere mia madre ma ha lo spirito libero di una teenager. Legge libri in inglese, gira il mondo e ha surfato negli spot più famosi, é inarrestabile e instancabile. Una vera forza della natura!

Dopo lo spettacolo dell’ultimo tramonto dell’anno ci siamo rifugiati nel camper. 31 dicembre 2018 h 19:00 avevamo già cenato (non ricordo più nemmeno con cosa), bevuto e alle 23 eravamo già a letto a dormire. Bella la vita da camperista in libera, zero TV, zero wifi, zero luci perché “non abbiamo più batteria!!!!! “, mi sembra di sentire urlare Nic.

Primo gennaio 2019 decidiamo di fare un ultimo giro a Porto Pollo prima di rimbarcarci sul traghetto e tornare a casa. Impegni lavorativi e non, ci costringono a lasciare questa bellissima isola.

Un giro sulla spiaggia, un saluto agli amici conosciuti in viaggio, attendiamo che l’ultimo raggio di sole tramonti e ripartiamo per tornare a Olbia e poi a Livorno.

La nostra prima vacanza con Elvis, la nostra prima vacanza in libera, la prima spero di una lunga serie.

La Sardegna è un isola fantastica, fuori dal turismo di massa e dai mesi estivi, è un gioiello tutto da scoprire. Peccato che tutti i posti visitabili (musei, castelli, grotte) siano chiusi durante il periodo invernale. La Sardegna è un isola da fare vivere 365 giorni l’anno.

E un altra cosa per gli amici camperisti, scordatevi aree di carico/scarico aperte. Quindi prendetevi su taniche di acqua a volontà e seconda scatola per wc chimico!

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